[ REPERTO N. 000 — CHI SIAMO ]

ANATOMIA DEL RESTO

Non c’è gloria nel pezzo intero.

La perfezione è un’illusione che non ha nulla da dire.

Noi cerchiamo il momento in cui la forma si arrende,

l’istante esatto in cui l’azione si fa detrito.


SUTURA è l’occhio che guarda la cicatrice, non la ferita.

È il segno del bicchiere sul legno,

l’impronta del corpo nel letto sfatto,

la ruggine che è il respiro lento del ferro.


Nulla si crea. Tutto è già qui, stanco e meraviglioso.

Nulla si distrugge. La materia cambia solo nome, diventando resto.


Tutto lascia una traccia. Siamo figli di ciò che rimane quando la festa è finita,

quando l’operaio se n’è andato,

quando il respiro si è fermato.


Non cerchiamo la luce che illumina, ma l’ombra che definisce.

Non cerchiamo l’armonia, ma la sutura:

quel filo che tiene insieme i lembi di un mondo che cade a pezzi ma non vuole sparire.


Siamo l’archivio clinico del banale nobilitato.
Siamo l’anatomia di ciò che resta.